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EDITORIALE

Il voto a Roma: crollo 5stelle e Pd primo partito tranne nelle periferie dove ha vinto la Lega. Nel decimo municipio il Pd scavalca i 5stelle (-35 per cento rispetto al 2016) che bocciati sonoramente dagli elettori, anche propri, farebbero bene a dimettersi dal governo cittadino e a chiedere scusa ai residenti, un po come dovrebbe fare anche il sindaco Raggi che nella città dei Cesari ha conseguito in totale più o meno 500mila voti. Roma ha parlato. Ha parlato e le ha detto chiaramente: "Avete fallito!" Quanto al voto nazionale soltanto il 56 per cento degli italiani ha votato alle europee, vale a dire poco più della metà degli aventi diritto, che hanno di fatto bocciato la politica nazionale da un parte e manifestato altrettanto un parere negativo riguardo la Ue dall'altra. Va infatti da sè che in termini di voti bisogna considerare che le percentuali ottenute dai partiti vadano divise grosso modo per due: il 30 per cento significa di fatto poco più del 15 del totale degli aventi diritto, il 15 per cento intorno al 7, il 7 intorno al 3,5 e così via, a dimostrare che i partiti oramai rappresentano non più tutto il Paese ma poco più della metà. Ciò detto complimenti ai vincitori, ammesso che vi siano stati dato anche il calo della Lega rispetto a quando si augurava Salvini e carbone per gli sconfitti, ossia i 5stelle, costretti dal voto degli italiani, ma sopratutto dagli astenuti anche interni allo stesso Movimento a fare tutti un bel bagno di umiltà e non pochi passi indietro rispetto alla presunzione e all'arroganza che almeno fino al 26 maggio avevano messo in campo e li aveva caratterizzati.


                                                                   Sir Galahad


 
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